La Slovenia risponde alla strategia europea per gli Open Data

Pubblicato il: Mercoledì 22 Febbraio 2012

La Slovenia ha adottato, attraverso un provvedimento approvato il 19 gennaio 2011, una posizione ufficiale rispetto alle proposte di emendamento alla Direttiva Europea 2003/98/CE in tema di riuso delle informazioni prodotte dal settore pubblico.
 
I principali elementi di modifica proposti per la Direttiva europea, correlati alla variazione del quadro normativo in materia di riuso delle informazioni, riguardano i seguenti aspetti:
 

  • l'impegno degli Stati membri per garantire il riutilizzo delle informazioni del settore pubblico
  • l'inclusione di biblioteche, musei e archivi quali organismi responsabili per il riuso delle informazioni
  • contenimento dei costi riproduzione e diffusione delle informazioni
  • istituzione di un’autorità di vigilanza indipendente in materia di riuso

 
L’esecutivo sloveno riconosce la necessità - per l’intero settore pubblico - di adottare procedure aperte e trasparenti per lo svolgimento della propria azione amministrativa. Il diritto di accesso alle informazioni come strumento di trasparenza viene sancito anche costituzionalmente (articolo 39, Costituzione della Repubblica Slovena). Alcune azioni già avviate, a livello nazionale, mirate alla diffusione della cultura del riuso, sono: l’accesso libero ad archivi di dati pubblici (ad esempio il Portale Prostor) e webApp (ad esempio Supervizor), l’apertura di dataset da parte di authority nazionali, processi partecipati per la regolamentazione del settore e trasparenza sui dati della spesa pubblica.
 
La Slovenia, prendendo atto della strategia lanciata dalla Commissione Europea (per la massimizzazione dei benefici derivanti dall’apertura dei dati pubblici) e allineandosi agli sforzi  sostenuti dagli altri stati membri nel campo degli Open Data, sostiene gli obiettivi generali della proposta di modifica alla Direttiva 2003/98/CE e s'impegna per lo sviluppo di portali nazionali dei dati aperti.
 
Il Governo Sloveno è uno dei principali sostenitori, in ambito europeo, della necessità di creare un organismo indipendente di vigilanza competente in materia di riutilizzo dei dati, inoltre, dal documento dello scorso 19 gennaio emerge il pieno riconoscimento rispetto all’importanza delle informazioni prodotte dalle istituzioni culturali.
 
Infine, un aspetto da sottolineare rispetto alla posizione adottata dalla Slovenia è rappresentato da una riserva d’esame espressa su alcune questioni, le problematiche sono sostanzialmente incentrate sulla ridefinizione delle modalità di finanziamento per le istituzioni culturali, infatti, anche quest’ultime sono chiamate – secondo la nuova strategia europea – a fornire il loro apporto, tramite azioni concrete, alla diffusione della cultura del riuso delle informazioni.
 
Per approfondimenti: sul sito web del Parlamento sloveno è disponibile il testo integrale (non tradotto) del provvedimento relativo al posizionamento della Slovenia rispetto alla strategia europea per gli Open Data.
 
Fonte: EPSIplatform