Open data della Regione Emilia Romagna: il restyling a 5 anni dall'avvio

Pubblicato il: Lunedì 13 Giugno 2016

Complimenti al portale Open datai della regione Emilia Romagna che, dopo cinque anni dall’inizio del progetto, migra in una piattaforma basata su standard più evoluti di ricerca ed indicizzazione.

Il nuovo portale ospita attualmente 385 dataset, provenienti dalla Regione Emilia-Romagna e da altre amministrazioni territoriali: Comune di Modena, Città Metropolitana di Bologna, Comune di Anzola dell’Emilia, Istituto Beni Culturali, ARPAE, ACI, Unione Reno Galliera ed altri. E un totale di 12 temi all'interno dei quali "leggere" i dati pubblicati.

"Da un anno, il lavoro congiunto con gli Enti Locali del territorio regionale - si legge sul sito - è stato anche concretizzato con la creazione della Comunità Tematica sugli Open Data, per puntare sempre più alla “banca regionale del dato”, obiettivo della nuova Agenda Digitale" della regione. Scopo dell'attuazione dell'agenda digitale dell' Emilia Romagna quella di arrivare, al 2025, con una regione 100% digitale.

In Emilia-Romagna sono state approvate le “Linee guida relative al riutilizzo e messa a disposizione in open data dei dati pubblici dell’Amministrazione regionale”, lavoro che ha subito un ulteriore impulso grazie alla partecipazione al progetto europeo Homer (Harmonising Open data in the Mediterranean). Il progetto ha consentito alla regione Emilia Romagna così come alle altre tre che partecipavano per l'Italia, Sardegna, Veneto e Piemonte, di condividere una serie specifiche di “armonizzazione” di portali open data, quindi a favore della trasparenza e messa a valore di dati detenuti, gestiti e mantenuti dalle pubbliche amministrazioni, fra enti dei paesi partner: Italia, Spagna, Francia, Grecia, Malta, Cipro, Slovenia e il Montenegro in pre-adesione.

A tale riguardo è opportuno sottolineare che lo sforzo delle amministrazioni va comunque rivolto alla ottimizzazione delle attività che devono conto delle Linee guida nazionali per la Valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, il cui aggiornamento è previsto entro l’estate. Tale aggiornamento terrà conto, prioritariamente, delle disposizioni contenute nella Direttiva PSI (2.0), relativa al “Riutilizzo dell’informazione del settore pubblico”, recepita nell’ordinamento nazionale con D. Lgs. 102/2015, e del profilo nazionale di metadati DCAT-AP_IT recentemente definito, e disponibile su questo stesso portale.