Open Data Maturity in Europe 2017

Pubblicato il: Venerdì 17 Novembre 2017
Open Data Maturity in Europe 2017

Per il terzo anno consecutivo il Portale europeo dei dati ha pubblicato il rapporto Open Data Maturity in Europe, analisi di riferimento per comprendere lo stato di avanzamento e gli impatti effettivi che le politiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico stanno avendo sulla società e sull’economia europea.

 

Nella rilevazione 2017, che abbraccia il periodo luglio 2016 – giugno 2017, l’Italia risulta nei primi posti, ben posizionata nel complesso dei 32 Paesi monitorati dal Report Open Data Maturity in Europe 2017, guadagnando diverse posizioni rispetto al 2016. Infatti, l’Open Data Maturity Report 2017, che  sulla base del punteggio complessivo raggruppa i Paesi analizzati in quattro diversi cluster, posiziona l’Italia tra i Trendsetters (mentre lo scorso anno figurava tra i followers), cioè i Paesi che sono stati in grado di implementare una politica di Open Data avanzata e ben coordinata tra tutti gli attori che operano sul territorio nazionale e che dispongono di un portale nazionale dei dati aperti con funzionalità avanzate. 

 

Open Data Maturity in Europe 2017 - Italy

 

A partire dalle attività svolte nel contesto dell’Area di lavoro comune “Data e Open data management” attivata dal Comitato di Pilotaggio OT11 OT2 è stato infatti possibile avviare un’azione di coordinamento che ha consentito di  definire uno specifico Protocollo che individua e delinea una lista di azioni volte a favorire lo sviluppo dell’open data da parte delle amministrazioni e rappresenta quindi la base di riferimento per l’Open data policies. L’altro elemento costituente è il Paniere dinamico di dataset, che assume un ruolo sia come strumento di monitoraggio che di programmazione. Il Paniere mira a sintetizzare le azioni delle amministrazioni per la pianificazione e l’effettiva apertura dei dataset ed è aggiornabile di anno in anno. Il Protocollo e il Paniere, insieme, costituiscono l’Agenda nazionale per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico che, così rivisitata, è stata opportunamente inclusa nel Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, ovvero nel più ampio contesto della strategia che accompagna la trasformazione digitale del Paese.

La policy così definita è naturalmente accompagnata dalle Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico, attraverso le quali viene fornito un significativo supporto alle Amministrazioni per l’implementazione di detta strategia nazionale.

E’ appena il caso di segnalare che la policy nazionale è attualmente in fase evolutiva e, come richiesto e raccomandato da molti documenti ufficiali della Commissione Europea, dovrà mirare ad una governance rivolta, in particolare, a migliorare il coordinamento tra l’implementazione della Direttiva INSPIRE e i processi e le attività in materia di dati aperti. Queste tematiche saranno quindi oggetto di prossimi approfondimenti attraverso il consueto canale dei webinar.

 

Altro elemento di rilievo che ha accompagnato e determinato il progresso evidenziato nel Report 2017 è rappresentato dal rilascio della nuova versione del Portale nazionale di dati aperti dati.gov.it, avvenuta a marzo 2017 nell’ambito della prima Settimana dell’amministrazione aperta. Tale azione ha consentito di superare  la situazione di stallo che, purtroppo, si era verificata ma nel contempo ha portato alla realizzazione di un portale che inizia a tenere conto dei contenuti espressi dalla direttiva PSI ed è coerente con il profilo nazionale di metadati DCAT-AP_IT, precedentemente definito da AgID. Il passaggio alla nuova versione del catalogo costituisce un’azione particolarmente rilevante che peraltro, a differenza dello scorso anno, ha consentito di valorizzare diverse variabili che impattano sul Portal maturity.

 

Terzo elemento di rilievo, nel contesto delle attività che hanno avuto un impatto significativo sulla rilevazione condotta dal Portale europeo dei dati, è rappresentato dall’Indagine sul grado di maturità degli open data e sullo stato di attuazione della direttiva PSI attraverso la  quale è stato possibile raccogliere diverse informazioni significative che hanno positivamente impattato sulla rilevazione europea. In particolare con riferimento ai portali locali,  ai casi di riuso, alle politiche di costo, ecc.. Sicuramente questa prima indagine ha visto coinvolte un numero limitato di amministrazioni, ma nel complesso un buon riscontro da parte delle amministrazioni regionali (18 su 21, comprese le province autonome). Ove possibile questa attività, che ha comunque consentito di estendere la visone sul tema open data e di raccogliere significative informazioni, potrà essere opportunamente replicata in modo più strutturato, sollecitando un maggiore riscontro da parte delle amministrazioni.

 

Infine, va ricordata l’attività di diffusione e promozione della cultura dei dati aperti sul territorio nazionale, condotta attraverso i contenuti redazionali del portale nazionale e, più significativamente mediante i seminari online, gratuiti e aperti a tutti. Tra questi, in particolare, vanno evidenziati quelli sulla gestione degli open data nelle Regioni, promossi dal Comitato di Pilotaggio OT11 – OT2 e da AgID a valle delle attività svolte nell’Area di Lavoro Comune “Data e Open data management”, nonché quelli rivolti ad evidenziare il riuso dei dati, incentrati sulla nota indagine Open data 200 - Italia, il primo studio indipendente e sistematico sulle imprese italiane che utilizzano open data, realizzato da Fondazione Bruno Kessler in collaborazione con The Govlab-NYU, riportato nella versione integrale del Report 2017 come esempio sulla valutazione dei benefici dell’open data a livello micro-economico.

 

Si tratta sicuramente di una strada da percorrere e valorizzare, in coerenza con l’obiettivo principale della direttiva PSI che è quello dello sviluppo economico attraverso il riutilizzo dei dati, aspetto anch’esso specificatamente evidenziato nel Report 2017.

 

In generale, il rapporto Open Data Maturity in Europa 2017 evidenzia che i 32 Paesi coinvolti nella rilevazione stanno compiendo notevoli sforzi e ottenendo visibili risultati per migliorare la diponibilità e l’accesso ai dati. Il Rapporto ha infatti valutato i Paesi europei sia in termini di Open Data Readiness, guardando agli impatti delle politiche Open Data, sia in termini di maturità ed evoluzione del portale open data nazionale. In generale, i paesi dell'UE ottengono il 72% in termini di disponibilità di dati aperti nel 2017, rispetto al 57% nel 2016 e al 46% nel 2015. Risultati analoghi sono stati rilevati sull'indicatore di maturità del portale, che raggiunge per il 2017 il 76% con un aumento di 10 punti percentuali rispetto al 2016 e un significativo passo avanti rispetto al livello di maturità del 32% rilevato nel 2015. Combinando i due indicatori, l’Open Data Maturity in Europa rivela che nel 2015 i paesi dell'UE avevano completato solo il 44% del loro stato di avanzamento sulle politiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico attraverso i dati aperti, questa percentuale era aumentata fino al 59% nel 2016 ed ora è di nuovo aumentata fino a raggiungere il 73% nel 2017.

 

Tutti i dati sullo stato di avanzamento della politiche open data in Europa su cui è articolato il rapporto Open Data Maturity in Europe 2017 sono consultabili attraverso la dashboard Open Data in Europe presente sul Portale europeo dei dati.