La maturità delle politiche di open data nei Paesi europei

Pubblicato il: Mercoledì 19 Ottobre 2016

A un anno di distanza dal lancio della nuova versione, l’European Data Portal fa un prospetto dello stato dell’open data nei i paesi membri attraverso una serie di iniziative volte a descrivere la diffusione delle politiche di open data nei 28 Paesi dell’Unione, approfondendo i rispettivi orientamenti e a misurando gli impatti economici e sociali.

 

Partendo da quando rilevato lo scorso anno con il primo rapporto Open Data Maturity in Europe 2015 il Portale Europeo dei dati traccia un bilancio sul tema dei dati aperti in ognuno dei 28 Paesi UE più Liechtenstein, Norvegia e Svizzera (EU28 +).

 

La rilevazione Open Data Maturity in Europe 2016 innanzi tutto evidenzia come i paesi che hanno adottato una specifica politica di open data nell’ultimo anno siano passati da essere 23 nel 2015 a 28 nel 2016. Inoltre, sempre in confronto al 2015, vi è un chiaro aumento degli impatti politici economici e sociali dell’open data nella maggior parte dei Paesi UE, anche se persistono profonde differenze da Paese all'altro. I risultati del rapporto dimostrano anche come continui ad esserci una costante evoluzione dei portali open data nazionali, sia in termini di funzioni aggiunte che in termini di crescita dei dataset catalogati.

 

Nel Rapporto Open Data Maturity 2016 la maturità delle politiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico attraverso i dati aperti viene misurata sulla base di due diversi indicatori chiave:

  • Readiness, che valuta in che misura i paesi hanno adottato una specifica politica di Open Data, le norme di adottate (tra cui il recepimento della direttiva PSI) e la portata del coordinamento nazionale. Vengono valutati inoltre l'uso fatto delle risorse informative pubblicate in formato aperto, stimando l’impatto politico, sociale ed economico degli open data.
  • Portal maturity, che invece prende in considerazione l'usabilità e le funzionalità del portale nazionale dei dati aperti di ogni Pese e il grado di riutilizzabilità degli stessi, misurato sia in termini di qualità dei dataset che di copertura dei diversi domini tematici.

 

La situazione generale fotografata dal Rapporto Open Data Maturity 2016 è ben sintetizzata dal grafico sottostante, che ripota in ordinata il fattore Readiness e in ascissa Portal maturity, raggruppando i gli esiti dell’analisi in quattro cluster:

  • I Beginners: Paesi che sono nelle prime fasi, sia in termini di politica nazionale dedicata al tema dei dati aperti che di completezza del portale nazionale.
  • Follower: Paesi che hanno sviluppato con successo una politica Open Data di base e hanno aggiunto a funzioni più avanzate sul loro portale nazionale.
  • Fast Trackers: Paesi che hanno implementato con successo politiche di Open Data, e che devono ancora affrontare un piccolo numero step successivi.
  • Leader/ Trend Setter: Paesi che hanno messo in atto una politica di Open Data avanzata e strutturata tra i diversi domini tematici e diversi livelli amministrativi, realizzando portali nazionali altamente evoluti.

 

In coincidenza della pubblicazione del Rapporto Open Data Maturity 2016 il portale europeo dei dati ha inoltre reso disponibile una dashboard navigabile online, attraverso cui è possibile approfondire e scaricare i dati della rilevazione, confrontare i risultati e visualizzare le singole schede monografiche dedicate ad ogni Paese.

 

Rispetto alla situazione generale descritta dal Rapporto Open Data Maturity 2016 l’Italia, pur migliorando leggermente il proprio score rispetto all’anno precedente, si attesta nella categoria dei Followers, perdendo qualche posizione rispetto al 2015,. Sulla scheda di approfondimento dedicata all’Italia vengono citati come buone pratiche nazionali i progetti ISTAT e A Scuola di OpenCoesione. Il rapporto cita inoltre la definizione del profilo italiano per i dati pubblici italiani DCAT-AP_IT, il percorso partecipato di definizione delle Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico 2016 e i webinar di dati.gov.it come buoni esempi di coordinamento nazionale sulle politiche di open data.