L'open data secondo Istat

Pubblicato il: Lunedì 16 Gennaio 2012

Quando il più grande produttore di statistiche in un paese, adotta una licenza d’uso aperta per le informazioni pubblicate, si può affermare che quel paese ha fatto un grande passo in avanti per la crescita della cultura d’utilizzo dei dati. Questo è quanto accaduto in Italia, infatti, da qualche  mese l’Istat adotta per i suoi dati una licenza d’uso aperta che ne permette la diffusione ed il riuso (la licenza CC-BY), quindi chiunque potrà utilizzare i dati con l’unico vincolo di citare la fonte.
 
L’iniziativa, sottolinea la sensibilità e l’attenzione dell’Istituto nazionale di Statistica verso il tema degli open data. Una fonte consistente di dati che potrebbe dare un impulso importante all’utilizzo, da parte di cittadini o imprese, delle informazioni rese disponibili (sviluppo di Apps, widget,…). Ad oggi, esistono già alcune esperienze di riuso dei dati Istat, ad esempio il progetto I(n)stat view permette una nuova modalità di fruizione dei dati attraverso delle mappe realizzate con Google Fusion Table,  ma dal patrimonio informativo messo a disposizione della collettività potranno sicuramente nascere altre esperienze  in grado di far emergere il valore sostanziale della materia prima trattata.
 
Questo processo di apertura, portato avanti da un’importante istituzione del Paese, per alcuni aspetti potrebbe fornire degli elementi utili ad altre istituzioni che sono già in possesso di un grande quantitativo di dati interessanti ma di difficile riutilizzo. L’Open Data come leva strategica per il rilancio del Paese.