L'Open Data nel decreto Semplificazione e Sviluppo

Pubblicato il: Mercoledì 01 Febbraio 2012

È l’Agenda Digitale per l’Italia uno dei principali punti del decreto-legge in materia di semplificazione e sviluppo approvato durante il consiglio dei Ministri del 27 gennaio 2012 su proposta dei ministri Patroni Griffi, Passera e Profumo. Il provvedimento ha tra gli obiettivi prioritari la creazione di un ‘ecosistema digitale’ capace di facilitare e rendere più immediati i rapporti tra la Pubblica Amministrazione da un lato e cittadini/imprese dall’altro.

Il provvedimento dà ufficialmente il via all’agenda digitale per l’Italia, definendo una “road map” per raggiungere gli obiettivi posti dall’Agenda digitale comunitaria dell’agosto 2010 (COM (2010) 245 f/2. A tal fine è prevista l’istituzione di una cabina di regia per l’attuazione dell’agenda, con il compito di coordinare l’azione dei vari attori istituzionali coinvolti (Governo, Regioni, Enti locali, Authority)

 
Sono quattro i punti di riferimento fissati dal Governo per la road map dell’Agenda Digitale italiana:

  • Sviluppo della banda larga e ultra-larga, un aspetto infrastrutturale importantissimo, la riduzione del digital divide è essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di semplificazione e crescita prefissati
  • Open Data, per una Pubblica Amministrazione trasparente e lo sviluppo di progetti creativi
  • Cloud computing, dematerializzazione e condivisione dei dati tra le pubbliche amministrazioni attraverso risorse distribuite e virtualizzate
  • Incentivi alle Smart Communities, comunità di persone con obiettivi comuni, capaci di creare opportunità di crescita ed innovazione attraverso la Rete

 
L’Open Data, inserito all’interno di una strategia più ampia di innovazione, rappresenta un modello di valorizzazione per il patrimonio informativo della Pubblica Amministrazione, oltre che uno strumento efficace di trasparenza. Uno stimolo alla creazione di nuovi strumenti e servizi che potrebbero facilitare il passaggio da un’economia di ridistribuzione ad un’economia di crescita.
 
Fonte: www.governo.it