Indagine sul grado di maturità degli open data e sullo stato di attuazione della direttiva PSI - 2017

L’Agenzia per l’Italia Digitale, in qualità di centro di competenza nazionale in tema di open data, partecipa alla rilevazione sullo stato di implementazione della Direttiva europea sul Riutilizzo dell'Informazione del settore pubblico (Direttiva PSI), anche in vista della sua prossima revisione prevista per il mese di luglio 2018.

A tal fine, attraverso il portale nazionale dati.gov.it, è stata avviata l'Indagine sul grado di maturità degli open data e sullo stato di attuazione della direttiva PSI relativa al 2017, aperta alla partecipazione di tutte le amministrazioni.

Le informazioni raccolte grazie al supporto delle amministrazioni che hanno partecipato alla rilevazione compilando il questionario offrono un primo quadro di riferimento che, seppur limitato al contesto, rappresenta in modo significativo una base di riflessione.

L’analisi delle informazioni raccolte segue le due parti in cui si è sviluppato il questionario:

  • Una prima parte dedicata al Riutilizzo dell’informazione pubblica, dove trovano spazio le informazioni sul riutilizzo dei dati del settore pubblico, sulle applicazioni (smartphone, web based, ecc) sviluppate a partire dai dati aperti, su eventuali costi marginali applicati dagli enti pubblici per l’accesso alle informazioni.
  • Una seconda che si concentra sulle Politiche open data e la conseguente valutazione degli impatti, orientata quindi a stimolare una discussione circa gli eventuali benefici economici - derivanti dall'effettivo riutilizzo dei dati aperti.

Complessivamente, sono state 23 le pubbliche amministrazioni che hanno risposto al questionario, di cui diciotto Regioni (comprese le due Provincie autonome) e cinque amministrazioni locali di dimensioni medio-grandi. Al di la dei contenuti esposti di seguito, il primo risultato che ci restituisce questa indagine è la necessità di ampliare la base di riscontro, stimolando la partecipazione in modo più intenso di quanto non sia stato già fatto. A tale riguardo la nota positiva è data se non altro dal buon riscontro delle amministrazioni regionali con le quali, per ovvie ragioni numeriche, è stato più agevole tenere i contatti.

 

Riutilizzo dell’informazione pubblica

Tutti gli enti che hanno partecipato all'indagine sono dotati di un datastore, cioè di un portale dedicato alla catalogazione e all’esposizione dei dati di tipo aperto, con una media di circa 9.000 accessi ogni mese e una frequenza di rimbalzo media del 40%.

Non tutti invece hanno implementato una modalità che consenta di analizzare in maniera più o meno puntuale i casi di riuso, cioè le volte in cui un soggetto esterno (imprese, professionisti, ecc) realizza delle applicazioni o attività che, sulla base sui dati esposti dalla pubblica amministriamone, producono e/o rendono disponibili nuovi servizi agli utenti.

Su tale piano, si evidenzia la Regione Lombardia che espone il dataset Utilizzo dei dataset - a sua volta rilasciato in formato aperto - in cui elenca tutti i casi di riuso dei dati disponibili su dati.lombartia.it; mentre il Comune di Firenze ha una sezione del proprio sito istituzionale dove vengono raccolte sia le App sviluppate dal Comune stesso sia le App realizzate da sviluppatori esterni che hanno utilizzato dati aperti.

Guardando sempre ai dati rilevati attraverso il questionario, risulta evidente che i dataset maggiormente riutilizzabili siano quelli geo-referenziati e – dove disponibili – i dati in tempo reale (meteo, mobilità urbana, ecc). Gli ambiti tematici a cui afferiscono i dataset più riusati fanno riferimento soprattutto ad Ambiente, Mobilità urbana, Cultura e turismo e Gestione amministrativa (finanziamenti pubblici e gestione amministrativa).

Di seguito una selezione della tre applicazioni che più della altre dimostrano come il riuso dei dati aperti possa portare servizi innovativi per gli utenti e benefici concreti per i territori:

  • Pronto Soccorso Lazio | Code Ospedali, App sviluppata a partire dai dati rilasciati dalla Regione Lazio, che consente di conoscere in tempo reale quante persone ci sono in attesa nel Pronto Soccorso più vicino all'utente (nel territorio laziale) e individuare quello con meno pazienti in attesa.
  • Librare, progetto sviluppato a partire dai dati rilasciati dalla Regione Piemonte che “libera” i libri cartacei tradizionali dal loro peso e li trasporta in una realtà virtuale, secondo il paradigma dell'Internet of Things. Inoltre, tutti i dati prodotti dal progetto vengono resi gestibili e interrogabili in formato open data sulla piattaforma regionale di condivisione Smart Data Platform.
  • Open Ricostruzione, è uno strumento di monitoraggi civico a disposizione degli amministratori e dei cittadini per favorire una ricostruzione partecipata e trasparente degli interventi e delle donazioni per la ricostruzione dei territori dell’Emilia-Romagna che sono stati colpiti dal sisma del 2012.

Sul punto, resta di fondamentale importanza l'organizzazione e l'implementazione, da parte delle amministrazioni titolari, di modalità finalizzate a rilevare in modo sistematico i casi di riuso. Il"Webinar sul riuso dei dati aperti" [link] vuole andare in questa direzione, in quanto su questo piano si muove il primo passo veramente significativo per monitorare e valutare la maturità delle Politiche di open data nel paese.

 

Politiche open data

La seconda parte dell'indagine è stata appunto dedicata alle politiche di open data avviate dalle amministrazioni e alla relativa predisposizione di norme e/o documenti strategici e operativi utilizzati nei diversi contesti, e l'attivazione di eventi di promozione realizzati nei territori.

 

Politiche, Normativa e Linee guida

La quasi totalità degli enti coinvolti nella rilevazione ha esplicitato la propria strategia di valorizzazione del patrimonio informativo in uno specifico documento di riferimento, anche se solo la Regione Lombardia e la Regione Emilia-Romagna hanno inserito gli interventi su open data nelle rispettive Agende digitali regionali, mentre la Provincia autonoma di Bolzano colloca l’open data nella strategia digitale di lungo periodo Alto Adige Digitale 2020.

Inoltre, in genere le iniziative open data degli Enti sono accumunate sin dal loro inizio dall’approvazione di una delibera di giunta regionale o comunale in cui vengono definiti:

  • gli obiettivi che si intende raggiungere attraverso l’apertura dei dati
  • la piattaforma attraverso cui esporre online i dataset aperti
  • ruoli, responsabilità e governance

In quasi tuti i casi alla Delibera seguono delle Linee guida operative, utili a definire il modello per la produzione e gestione dei dati, orientando l’organizzazione in tutti quei processi che portano i dati pubblici a diventare open data. Ci sono dei contenuti ricorrenti in quasi tutte le Linee guida open data osservate, quali:

  • le modalità di individuazione dei dati all’interno dell’ente
  • le funzionalità della piattaforma di esplosione dei dati aperti
  • le licenze attraverso cui rilasciare i dati 
  • i formati tecnologici da adottare per i dataset

Generalmente, le Linee guida adottate dagli enti che hanno risposto al questionario richiamano le Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico definite dall’Agenzia per l’Italia digitale, aspetto rilevante in sia termini di omogeneizzazione dei processi che di adozione di standard comuni su tutto il territorio nazionale.

 

Eventi di promozione

Tutte le amministrazioni che hanno partecipato a questa rilevazione hanno organizzato e/o aderito a iniziative di comunicazione ed eventi dedicati a promuovere l’open data presso tutti i soggetti che operano nei rispettivi territori. Inoltre, si registra una forte adesione all’OpenDataDay 2017 e – in particolare per le Regioni coinvolte nel Network OT11/OT2 – la partecipazione ai seminari online organizzati dal Portale nazionale dei dati aperti dati.gov.it. Tra le singole iniziative di particolare interesse che si sono svolte nei primi sei mesi del 2017si evidenziano:

  • RomaM'APPare, promosso dal Comune di Roma Capitale, attraverso cui cittadini, imprese, organizzazioni della società civile ed esperti di open data sono stati coinvolti ad un incontro di co-progettazione con l’obiettivo di avviare un percorso partecipato sull’apertura e il riuso dei dati pubblici definendo insieme ai partecipanti una road map condivisa.
  • Piemonte Visual Contest - Edizioni 2017, concorso di idee promosso dalla Regione Piemonte che premia progetti digitali capaci di raccontare storie, evoluzioni e percorsi del Novecento relative al territorio piemontese utilizzando in modo originale e creativo mappe, dati e storie.
  • Il contest “Create with Open Data” e la performance artistica divulgativa “Fatti di Numeri. La vita nei dati della città”, spettacolo andato in scena in occasione dell'Open Data Day che ha raccontato alla cittadinanza cosa sono gli open data e quali opportunità offrono; entrambi gli eventi sono stati organizzati dal Comune di Reggio Emilia con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna

Per approfondire gli eventi dedicati al tema dei dati aperti in Italia che si sono già svolti e per restare aggiornati su quelli in programma si rimanda al Calendario Eventi del Portale nazionale dati.gov.it.  

 

Monitorare l’impatto open data

Mentre l'Italia spicca per il numero di eventi divulgativi o comunque conoscitivi in materia di open data, non si rilevano al momento significative azioni riguardanti la valutazione e il monitoraggi degli impatti economici e sociali che l’open data sta conseguendo nei rispettivi territori.

L'iniziativa del Webinar sul riuso dei dati aperti vuole essere un primo appuntamento che cerca di stimolare azioni in questo senso. L'obiettivo è quello di promuovere non solo la conoscenza e la diffusione dei casi di riuso ma, conseguentemente, lo studio degli effetti che nascono o possono scaturire da tale riuso, in particolare per quanto concerne la sfera della crescita economica, in sintonia con gli obiettivi della direttiva PSI e, più in generale, delle politiche collegate al Digital Single Market, uno dei pilastri dell'Agenda Digitale Europea.

 

Download dell’Indagine sul grado di maturità degli open data e sullo stato di attuazione della direttiva PSI

Di seguito è possibile scaricare l’Indagine sul grado di maturità degli open data e sullo stato di attuazione della direttiva PSI nei formati MS Word, pdf e ODT.