Agenda Digitale: tra marzo e giugno i primi interventi

Pubblicato il: Martedì 14 Febbraio 2012

Si è insediata – il 9 febbraio 2012 – la cabina di regia per l’Agenda Digitale italiana istituita attraverso il Decreto Legge n.5  del 9 febbraio 2012 (Semplificazione e Sviluppo). Una della funzioni principali della cabina di regia sarà quella di armonizzare la road map italiana con le strategie europee attraverso la predisposizione di interventi normativi da attuare tra marzo e giugno 2012.
 
Durante l’incontro sono stati definiti i principali assi d’intervento sui quali saranno focalizzate le azioni da mettere in campo per raggiungere gli obiettivi del programma italiano per l’Agenda Digitale:
 

  • Infrastrutture e sicurezza, coordinato dal MiSE (Ministero per lo Sviluppo Economico)
  • E-commerce, coordinato dal MiSE e dal Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri
  • E-government e Open Data, coordinato da MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e DFP (Dipartimento della Funzione Pubblica)
  • Alfabetizzazione informatica, coordinato da MIUR e DFP
  • Ricerca e investimenti, coordinato da MIUR e MiSE
  • Smart Communities, coordinato da MIUR e Ministero della Coesione Territoriale

 
Per ognuno dei sei assi è previsto un gruppo di lavoro ad hoc, la loro azione sarà caratterizzata da una collaborazione diretta con i ministri coordinatori dello specifico asse, inoltre, verranno coinvolti tutti i principali attori – pubblici e privati – del settore di riferimento. Le azioni normative e progettuali da intraprendere potranno essere implementate solo dopo un’accurata analisi delle iniziative in corso, tale analisi risulterà funzionale alla costruzione di una visione strategica in grado di massimizzare i benefici e le ricadute delle azioni avviate. Per quanto riguarda più nello specifico l’aspetto degli Open Data, gli interventi saranno coordinati dal MIUR  e dal DFP. Su questi due dicasteri ricadrà – dunque – la responsabilità di predisporre i progetti finalizzati ad incentivare la diffusione della cultura dei dati aperti.
 
Fonte: www.istruzione.it