Open data 200, il primo studio sistematico sulle imprese italiane che utilizzano open data

Pubblicato il: Martedì 12 Settembre 2017
Open data 200

Open Data 200 Italia è il primo studio sistematico sulle imprese italiane che utilizzano open data nelle loro attività al fine di generare prodotti e servizi e creare valore sociale ed economico. Il progetto è sviluppato dal GovLab - New York University  in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler, istituto di ricerca italiano con sede a Trento.

Il sito web Open Data 200 Italia, disponibile sia in italiano che in inglese, permette di esplorare ed approfondire i risultati dell’analisi, con dati più dettagliati sulle aziende coinvolte. Un’anteprima di questa analisi è stata presentata da Francesca De Chiara, autrice dello studio, in un webinar tenuto lo scorso mese di marzo, quale iniziativa di Dati.gov.it in occasione della  Settimana dell’Amministrazione Aperta. Il progetto stesso è stato anche presentato in diverse occasioni internazionali, tra cui il summit dell’Open Data Institute e la conferenza mondiale IODC.

Dall’analisi Open Data 200 Italia risulta che i dati aperti resi disponibili dalle pubbliche amministrazioni italiane più utilizzati dalle imprese sono i dati geospaziali, a testimonianza della consolidata tradizione, del loro valore intrinseco e del contributo legato alla implementazione della direttiva INSPIRE per l’armonizzarne di tale tipologia di dati.

Tra le informazioni derivabili dallo studio emerge che molte aziende usano fonti alternative di dati, spostandosi verso sorgenti aperte e collaborative come Wikipedia e OpenStreetmap e che la maggior parte del mercato dei dati aperti, o degli open government data, genera servizi per la PA, trovando una sua dimensione più adeguata nel settore del Business to Business. Quest’ultimo aspetto evidenzia altresì la necessità di avere molti dati da elaborare, unire, affinare e re-distribuire a terzi. Un esempio interessante viene dal Ministero della Salute che espone dati molto usati da aziende che operano invece nel settore del Turismo.

In generale, al di là dei singoli aspetti, attraverso Open Data 200 è possibile acquisire elementi per la costruzione di un quadro più significativo sullo stato di salute dell’open data in Italia da cui trarre suggerimenti per migliorare ulteriormente l’implementazione delle politiche nazionali di valorizzazione del patrimonio informativo reso disponibile dalla pubblica amministrazione italiana.