Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico 2016

Le Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico 2016 rappresentano il documento di riferimento per le pubbliche amministrazioni italiane che rendono disponibili i propri dati in formato aperto. Nel documento vengono proposte una serie di azioni volte a supportare la fruibilità e il rilascio secondo il paradigma dei dati aperti del patrimonio informativo esposto dalla PA italiana.

 

Le Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico sono definite dall’Agenzia per l’Italia digitale che, in linea con quanto previsto dall’articolo 52 del CAD, ha il compito di coordinare e promuovere le politiche nazionali di open data. In questa logica valorizzare il patrimonio informativo prodotto dalla pubblica amministrazione italiana significa promuovere la cultura della trasparenza e dell’accountability attraverso i dati aperti e, contestualmente, valorizzare le pratiche di riuso dei dati governativi aperti affinché diventino infrastruttura immateriale su cui chiunque possa sviluppare servizi innovativi.

 

L’attuale versione della Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico 2016 è il frutto di un processo di partecipazione attraverso cui Agenzia per l’Italia digitale ha chiesto a tutti gli interessati di contribuire con commenti e proposte di modifica ad una prima bozza del documento esposta a consultazione pubblica. Dopo essere state valutate e ritenute coerenti con l’iniziativa, le osservazioni pertinenti sono confluite nella versione finale del documento.

 

Le Linee guida 2016 rappresentano un aggiornamento rispetto alla versione 2014. Tale aggiornamento ha riguardato in particolare:

  • la piena coerenza con la direttiva PSI 2.0 e con la normativa nazionale di recepimento;
  • l’introduzione del profilo nazionale del metadati DCAT_AP_IT;
  • l’identificazione di un primo insieme di caratteristiche di qualità dei dati e relative misure;
  • la definizione di una prima architettura dell’informazione del settore pubblico;
  • la raccomandazione di una licenza di riferimento per tutti i dati della pubblica amministrazione che sia aperta e internazionalmente riconosciuta;
  • una generale semplificazione rispetto alla precedente versione.

 

Struttura del documento

Le Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico 2016, in coerenza con gli obiettivi indicati nel Codice dell’Amministrazione Digitale, approfondiscono da un lato un modello e un’architettura di riferimento per l’informazione del settore pubblico e dall’altro gli aspetti organizzativi necessari ad individuare ruoli e figure professionali delle pubbliche amministrazioni coinvolte nella gestione dei dati aperti. Il documento, inoltre, mira a fornire supporto rispetto a:

  • scelta della licenza per i dati di tipo aperto;
  • analisi di eventuali aspetti di costo dei dati;
  • elementi comuni per la pubblicazione dei dati nei portali.  

 

Il documento si articola in cinque sezioni che rappresentano i passi di un’ipotetica check list da seguire per attuare il processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico:

  • la sezione “Normativa di Riferimento” presenta il quadro normativo e la sezione “Dati della Pubblica Amministrazione” introduce le definizioni sui dati pubblici;
  • la sezione “Modello per i dati aperti e i metadati” descrive i modelli di riferimento per i dati di tipo aperto e per i metadati riportando, in quest’ultimo caso, il profilo di metadatazione DCAT-AP_IT;
  • la sezione “Aspetti organizzativi e di qualità per i dati” propone un modello operativo per la produzione e gestione dei dati pubblici individuando ruoli, responsabilità e azioni da intraprendere, nonché dimensioni di qualità dei dati e una metodologia per monitorare tali dimensioni;
  • la sezione “Architettura dell’informazione del settore pubblico” individua l’architettura generale fornendo un’indicazione sugli standard di base e formati aperti per dati e documenti;
  • la sezione “Aspetti legali e di costo” raccomanda alcune licenze per i dati di tipo aperto e analizza aspetti legati ai costi e alla tariffazione per i dati del settore pubblico;
  • la sezione “Pubblicazione e dati.gov.it”, infine, descrive i passi per la pubblicazione e il rinnovato ruolo del portale nazionale dei dati, dati.gov.it.

 

Fermo restando il più ampio contesto della pubblica amministrazione  il documento, in virtù della sua duplice valenza tecnico-organizzativa, si rivolge sia a figure professionali delle amministrazioni in possesso di competenze tecnico-informatiche (ad esempio, direttori dei sistemi informativi, responsabili siti Web, funzionari e consulenti tecnici), sia a figure professionali individuabili in quelle aree più amministrative preposte all’organizzazione dei dati (ad esempio, responsabili di basi di dati specifiche, responsabili amministrativi, esperti di dominio).

 

Download

Le Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico 2016 possono essere visualizzate e scaricate nei seguenti formati:

Le Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico 2016 sono rilasciate con licenza Creative Commons - Attribuzione 4.0 Internazionale (CC BY 4.0).

 


 

Linee guida sull’interoperabilità attraverso i Linked Open Data (PDF)
Le linee guida, rilasciate dalla Commissione di Coordinamento SPC del 2012, propongono e approfondiscono un approccio metodologico per la produzione di open data interoperabili (Linked Open Data) attraverso cui garantire l’interoperabilità semantica.

 

Linee guida in materia di trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza sul web da soggetti pubblici e da altri enti obbligati
Le linee guida, rilasciate dal garante per la protezione dei dati personali, includono raccomandazioni per le pubbliche amministrazioni in materia di trasparenza e pubblicazione obbligatoria di documenti, informazioni e dati ai sensi del decreto legislativo 33/2013.​