Italian Open Data License: domande e risposte

Le licenze “Italian Open Data License” – la IODL v1.0 e la più recente IODL v2.0 – rappresentano le licenze più utilizzate, per numero di amministrazioni, in Italia.
 
Dopo il Comune di Udine – passato dall’adozione della IODL v1.0 alla nuova versione 2.0 – anche l’INPS, la Regione Lombardia, l’ARPAV e il Comune di Torino hanno scelto la IODL v2.0 come licenza d’uso applicata ai dataset rilasciati. La IODL v1.0 rimane al momento la più utilizzata, sono infatti dieci le pubbliche amministrazioni italiane ad aver scelto tale licenza per il rilascio dei propri dati. Per facilitare l’adozione delle licenze IODL, e permettere - a tutte quelle amministrazioni pubbliche che intendono avviare un percorso di apertura del proprio patrimonio informativo – di scegliere più consapevolmente la modalità di rilascio dei dati prodotti, pubblichiamo una serie di ‘Domande& Risposte’ utili sulle licenze IODL:
 

A cosa servono le licenze per i dati aperti?
Ai sensi dell’art. 1, D. Lgs. n. 36/2006 per licenza si intende “il contratto, o altro strumento negoziale, redatto ove possibile in forma elettronica, nel quale sono definite le modalità di riutilizzo dei documenti delle pubbliche amministrazioni o degli organismi di diritto pubblico”.
La licenza è, quindi, quel documento con cui vengono illustrati diritti e doveri dell’utente. Nel caso dei dati aperti, le licenze utilizzate dovranno essere compatibili con la Open Definition, in base alla quale un dato è aperto se tutti sono in grado di usarlo, riutilizzarlo e redistribuirlo liberamente, con l'unico vincolo di citare la fonte e ridistribuirlo allo stesso modo
Le licenze usate per i dati aperti, salvo casi eccezionali, devono sempre prevedere la possibilità per l’utente di utilizzo anche per finalità commerciali.
 

Cosa sono le Licenze IODL?
Le Italian Open Data Licenses (IODL) sono la licenze “aperte”, sviluppate da FORMEZ PA allo scopo precipuo di dare a tutte le Amministrazioni uno strumento chiaro e certificato, in grado di facilitare la diffusione e il riutilizzo dell’informazione del settore pubblico.
 

Quali sono le Licenze IODL?
Esistono due licenze IODL: la IODL 1.0 e la IODL 2.0.
Entrambe conferiscono all’utente la libertà di:

  • consultare, estrarre, scaricare, copiare, pubblicare, distribuire e trasmettere i dati
  • creare un lavoro derivato, per esempio attraverso la combinazione con altre informazioni (c.d. mashup), includendole in un prodotto o sviluppando un’applicazione informatica che le utilizzi come base dati.

 
Le licenze IODL si differenziano solo per gli obblighi in capo all’utente:

  • la IODL 1.0 impone all’utente di citare la fonte delle informazioni e di pubblicare e condividere gli eventuali lavori derivati con la stessa licenza o con licenza compatibile (CC-BY-SA o ODbL);
  • la IODL 2.0 impone all’utente unicamente di citare la fonte delle informazioni.

 
Con entrambe le licenze IODL, i dati possono essere usati e riutilizzati gratuitamente, anche per finalità lucrative.
 

Come vanno citate le IODL?
Le Amministrazioni e i soggetti privati che intendano rilasciare i propri dati e informazioni con una delle licenze IODL dovranno:
 

  • indicare con la opportuna evidenza il nome della licenza (anche in sigla) comprensivo della versione (ad es. “Italian Open Data Licence 2.0” o “IODL 2.0”);
  • inserire, se possibile il link alla licenza;
  • inserire, in caso di pubblicazione sul Web, il logo della licenza.

 

E’ possibile combinare i dati rilasciati sotto IODL con informazioni rilasciate con altre licenze?
Si. La licenza IODL 2.0, in particolare, consente di creare lavori derivati utilizzando anche dati rilasciati con altre licenze c.d. “attribution” (che richiedano all’utente la sola indicazione della fonte) come le licenze Creative Commons Attribution (CC-BY) e le Open Data Commons Attribution (ODC-BY). Anche tutte le altre licenze Creative Commons e Open Data Commons che includano un requisito di "Attribuzione" (es. CC BY-SA o ODC ODbL) possono essere utilizzate per rilasciare lavori derivati.