In arrivo Italian Open Data Licence 2.0

Come ci ricorda wikipedia, oltre all’indicizzazione dei dati sul web e all’utilizzo di un formato aperto e standardizzato per la loro diffusione, quello che fa davvero la differenza tra un qualunque dato (o un insieme di dati) pubblico e un dato pubblico aperto è la licenza con cui quel dato viene rilasciato. Le licenze dei dati aperti devono essere “libere” e cioè consentire, a determinate condizioni, il pieno riutilizzo delle informazioni, senza vincoli di copyright che ne pregiudichino a chiunque (sia soggetti pubblici che privati o imprese) la possibilità di rielaborare i dati in maniera creativa. Con questo scopo specifico che è nata, un anno fa la licenza IODL - Italian Open Data Licence.
 
A seguito di un dibattito pubblico con maggiori esperti del settore, è emersa l’importanza di rendere ancora più ampie le possibilità di riuso eliminando la clausola “condividi allo stesso modo (sharealike)” che limita la possibilità di combinare dati provenienti da fonti differenti.
 
Questa novità è anche funzionale ad omogeneizzare i criteri di riuso dei dataset nel catalogo dati.gov.it che potrebbe contenere fino al 90% dataset tra loro pienamente compatibili.